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13 agosto 2009

FINANZA/ Brutte notizie da Pechino: arrivano i derivati in salsa cinese

Il clima è vacanziero, quindi prima le buone notizie. La crisi baltica è ufficialmente esplosa, certificata dal downgrading dell’altro giorno da parte di Standard&Poor’s del rating di Lettonia ed Estonia, scivolate nella categoria BB e A- dopo che gli ultimi dati parlano di una contrazione dell’economia del 16% e un debito pubblico schizzato fuori controllo e destinato a raggiungere l’80% del Pil nel 2011 quando solo lo scorso anno era al 19%. La Lituania, addirittura, può contare su una contrazione del Pil del 22%. Chi ha investito laggiù, svedesi in testa, passerà un’estate un po’ tribolata.

Sempre nella categoria buone notizie possiamo classificare la contrazione dell’11% dell’economia russa, con un deficit di budget al 9,4% e un tasso di disoccupazione a quota 13% e in continua crescita. Ieri, a Londra, si parlava chiaramente di “fine del modello Putin”: evviva.

Passiamo ora alle cattive notizie che purtroppo non mancano mai. Ma, questa volta, sono decisamente peggiori del solito. E arrivano, come al solito, dalla Cina. Per chi segue quanto scrivo la questione è già chiara, ma meglio fare un breve riassunto prima di rendere note le novità di giornata. La Cina non solo non trascinerà il mondo verso la ripresa ma anzi sta pagando a caro prezzo la politica scelta dalla Banca centrale di rendere più semplice e accessibile il credito.

Occorre, insomma, trovare strade alternative. Da Pechino è infatti giunta la richiesta agli istituti affinché controllino che il credito che hanno offerto in eccesso, qualcosa come 1.080 miliardi di dollari nel primo semestre dell’anno, vada verso l’economia reale e non a creare bolle in asset nei mercati dell’equity e del real estate: troppo tardi, le bolle si sono già formate e purtroppo non ci metteranno molto a gonfiarsi a dismisura. Inoltre questa enorme, ennesima massa di prestito emessa nel dicembre scorso sta ingolfando il sistema bancario, incapace di gestire quel quantitativo di denaro che infatti viene stoccato come reserve a Shanghai o utilizzato – come già detto – per mantenere artificialmente in vita il settore della costruzioni, devastato dalla crisi.

Inoltre la società di rating Fitch si è messa a fare le pulci alla Cina in questo periodo e il quadro che ne è uscito è stato tutt’altro che consolante: «Le future perdite subordinate allo stimolo messo in atto dalle autorità governative potrebbero presentare entità maggiori del previsto e non è affatto chiaro come i governi locali e nazionali saranno in grado di, o vorranno, intervenire». Linguaggio da agenzia di rating che si traduce però nel downgrading della Cina nell’indicatore “macro-prudential risk” da categoria 1 (sicura) a categoria 3 (dove giace, per capirci, la fallita Islanda).

Ecco la novità. La China Construction Bank, secondo istituto del paese per quanto riguarda i prestiti, ha annunciato un taglio del 70% del numero di prestiti nella seconda metà dell’anno, per il semplice motivo che, parole del presidente dell’istituto Zhang Jianguo, «ci siamo resi conto che questi soldi non terminavano all’economia reale come stimolo. I prezzi delle case, infatti, sono cresciuti troppo».

Evviva, non c’è più il timore della bolla, c’è la bolla bella e buona. Prepariamoci ai subprime in salsa cinese e sarà tutt’altro che piacevole. Tanto più che Andy Xie, il principale consulente finanziario del paese, parla della politica bancaria come di «un gigantesco schema Ponzi che creerà danni enormi, difficilmente preventivabili, all’economia del paese». Insomma, siamo alle piramidi albanesi del 1996 all’ennesima potenza.

Il problema è che se la Cina crolla, come crollerà, ti saluto rally dei mercati resi possibili da speculazioni sulle commodities e fiumi di liquidità garantiti da Pechino su quei mercati e via alla fase peggiore della crisi, quella che non abbiamo ancora vissuto. L’export cinese si è già contratto del 23% rispetto allo scorso anno e il fatto che quella voce rappresenti il 40% del Pil cinese, la dice molto lunga anche sulla tenuta dell’economia reale. Le navi restano in porto, il costo dell’affitto di un cargo è ridicolo rispetto a due anni fa, la bolletta energetica cala: la Cina, motore della ripresa, sta andando in testacoda. Il prossimo passo sarà l’inversione di tendenza dell’indice Shanghai Composite che trascinerà con sé, al ribasso, Wall Street e di conseguenza l’Europa e i suoi listini con book illiquidi e prese di beneficio salutate come nuove Fenici che risorgono dalle loro ceneri. Buona estate ottimisti, godetevela perché settembre ci svelerà, finalmente e purtroppo, la vera entità di questa crisi.

P.S. Nonostante questo, la sonnolenta Europa ci regalava un unico motivo di dibattito ieri. Ovvero, la minaccia simil-mafiosa del leader dei social-democratici tedeschi, Frank-Walter Steinmeier, a Londra: «Non potete opporvi a una più stretta regolamentazione dei mercati finanziari». Complimenti, un vero genio.

Autore: Mauro Bottarelli

Fonte: Ilsussidiario.net

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=34747

USA: record di pignoramenti a Luglio

Archiviato in: immobiliare — andrea @ 15:02
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In secondo trimestre calo valore case – 15, 6%

(ANSA) – ROMA, 13 AGO -Altri record storici di pignoramenti immobiliari Usa: 360.149 persone sono state dichiarate a luglio insolventi o si son visti pignorare casa. E una famiglia americana su 355 ha ricevuto un’ingiunzione di sfratto. Lo rileva l’apposita agenzia governativa. L’aumento dei pignoramenti trascina al ribasso i prezzi immobiliare. Nel secondo trimestre il prezzo medio di una casa e’ crollato del 15,6% a 174.100 dollari, il livello piu’ basso dal 1979.

Fonte: Ansa

http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/economia/news/2009-08-13_113410041.html

News mercato immobiliare Romeno

Investimenti esteri in immobiliare romeno

Bucarest Giovedì 13 Agosto.

Nonostante il settore immobiliare sia in profonda crisi e le vendite siano attualmente quasi inesistenti, alcuni investitori esteri hanno annunciato diversi progetti di costruzione a Bucarest, scrive l´ICE.

Tra questi, il gruppo romeno Comfort Plus, dei fratelli Ion e Robert Negoita, la compagnia Gindi Rom, del gruppo Gindi Group, e la compagnia Avantia, appartenente al consorzio spagnolo Preyber. L´investimento totale del gruppo romeno Comfort Plus sarà pari a circa 160 milioni di euro, riguarderà la costruzione di circa 3.500 abitazioni su un appezzamento di 10 ettari e si svolgerà in varie fasi nel corso di un periodo di 3-5 anni.

Il progetto della società israeliana Gindi Rom invece, presente per la prima volta sul mercato romeno, mira a sviluppare un complesso residenziale nel “settore 3” di Bucarest, composto da quattro edifici con 320 appartamenti. La compagnia spagnola Avantia, già presente sul mercato romeno, inizierà un progetto nella zona Liviu Rebreanu di Bucarest riguardante la costruzione di un edificio con 110 appartamenti, con spazi commerciali al piano terra ed uffici al primo piano.

Romania, settore immobiliare

Bucarest Giovedì 6 Agosto.

Nei primi sei mesi dell´anno sono state rilasciate in Romania 23.864 autorizzazioni alla costruzione di edifici residenziali, con un calo del 18,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008, secondo un comunicato stampa diffuso dall´Istituto Nazionale di Statistica, ripreso da Seeurope.

Le contrazioni più significative sono state registrate nelle regioni di Bucarest-Ilfov, con un calo di 1.652 autorizzazioni, di Centro e Sud Muntenia (-783 ciascuna), e del Nord-Ovest (-651). Nel mese di giugno sono state rilasciate 4.747 autorizzazioni, con un incremento del 6,1 per cento rispetto a maggio, ma con una diminuzione del 22,6 per cento rispetto a giugno 2008. Di queste 4.747, il 65,5 per cento riguardano aree rurali, lasciando invariato il trend del mese precedente.

La distribuzione a livello regionale mostra un trend  di crescita delle autorizzazioni rilasciate per la costruzione di edifici  residenziali in quasi tutte le regioni sviluppate: tra queste, Sud-Muntenia (+178), Nord-Est (+87), Nord-Ovest (+68) e Sud-Ovest Oltenia (+61). Una diminuzione è invece stata osservata nelle aree di Bucarest-Ilfov (-170) e dell’Ovest (-6).

Autore: Marcello Berlich

Fonte: http://euregion.net/index.php?option=com_content&task=view&id=9336&Itemid=35

Fonte: http://www.portalino.it/nuke/modules.php?name=News&file=article&sid=38481

BCE: recessione mondiale sta raggiungendo un punto di svolta

Archiviato in: post — andrea @ 10:26
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(ANSA) – ROMA, 13 AGO – “Sebbene il livello di incertezza rimanga elevato, vi sono crescenti segnali che la recessione mondiale stia raggiungendo un punto di svolta”. Lo scrive la Bce nel suo bollettino mensile. Per l’area euro “ci si attende che l’attività economica rimanga debole nella restante parte dell’anno” e che nel prossimo “a una fase di stabilizzazione segua una graduale ripresa con tassi di crescita trimestrali di segno positivo”.

Fonte: ANSA

http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_1644362420.html

Dubai, prezzi immobiliari dimezzati in un anno

Colliers CRE Plc sostiene che i prezzi immobiliari di Dubai sarebbero fortemente diminuiti durante gli ultimi dodici mesi, fino a giungere a dimezzarsi raggiungendo, così, i livelli del 2007. La compagnia che ha effettuato la ricerca sostiene infatti che i prezzi degli appartamenti dell’area si sarebbero contratti fino al 48% rispetto allo scorso anno, con una flessione del 9% nel solo secondo trimestre.

Il mercato immobiliare di Dubai - come più volte abbiamo ricordato qui su Mutui Vostri Soldi – è infatti uno dei più colpiti dalla crisi finanziaria globale. Iprezzi delle case si sono dimezzati dal picco raggiunto non troppo tempo fa, e secondo gli osservatori di settore potrebbero contrarsi di almeno un altro 20% entro il 2009.

La causa alla base di questo crollo nelle valutazioni immobiliari a Dubai sarebbe sempre la solita: il
forte output produttivo delle compagnie di costruzioni, proprio nel momento in cui – per i noti motivi – la domanda iniziò a retrocedere con un buon ritmo.

Autore: Roberto

Fonte: ivostrisoldi.it

http://mutui.vostrisoldi.it/articolo/dubai-prezzi-immobiliari-dimezzati-in-un-anno/1829/

COMUNICATO STAMPA ASSILEA – AGENZIA DEL TERRITORIO: presentato oggi a Roma l’Osservatorio sugli Immobili non Residenziali: quotazioni stabili, ma compravendite in calo, specie nel primo trimestre 2009, per un mercato che vale 24 miliardi di euro.

E’ stato infine anticipato il trend delle compravendite del 1° trimestre 2009 che, in coerenza con
il generalizzato crollo degli investimenti produttivi che ha colpito il settore industriale e con
l’andamento delle nuove operazioni di leasing, evidenzia forti contrazioni rispetto al pari periodo
dello scorso anno: – 20,6 % nel terziario; – 23,9 % nel commerciale; – 33,5 % nel produttivo.
Roma, 4 giugno 2009

Roma, 4 giugno 2009

E’ stato presentato oggi a Roma il Rapporto realizzato dall’Agenzia del Territorio in collaborazione con Assilea sull’andamento delle compravendite di immobili a destinazione terziaria, commerciale e produttiva.

Nel 2008 sono state scambiate 78.668 unità immobiliari, con un calo del 12,1% rispetto al numero delle compravendite 2007. Il calo maggiore riguarda gli uffici (-15,1%), soprattutto al Centro Italia e nelle Isole (-20%), mentre le compravendite di capannoni hanno avuto una flessione minore nel corso dell’anno (- 8,7 %), soprattutto nel Nord-Est ( -4,1%).

Per contro restano ancora stabili le quotazioni medie che variano dai 1.950 euro a mq dei negozi (+2,6% rispetto al 2007), ai 1.580 euro a mq degli uffici (+3,1 %) fino ai 540 euro a mq dei capannoni (+2,6 %).

A partire da metà 2007, l’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia del Territorio può contare anche sul contributo informativo delle schede immobiliari relative alle compravendite in leasing fornite dall’Assilea.

Il leasing costituisce infatti la forma di finanziamento preferita dalle imprese per la realizzazione e l’acquisizione di immobili strumentali all’attività e pertanto il campione Assilea è per l’Agenzia del Territorio una fonte preziosa di informazioni dettagliate e attendibili, in quanto ogni immobile viene attentamente periziato dalla società di leasing prima di procedere all’acquisto.

Al Convegno di presentazione del Rapporto hanno partecipato per l’Agenzia del Territorio, il Direttore Gabriella Alemanno, il Direttore Centrale OMISE, Gianni Guerrieri, i Dirigenti Caterina Andreussi e Maurizio Festa e per Assilea, il Presidente Rosario Corso e il Direttore Generale, Fabrizio Marafini.

Nel corso della Tavola Rotonda, a cui si sono uniti per Scenari Immobiliari e Nomisma, i Presidenti Mario Breglia e Gualtiero Tamburini, sono stati commentati i risultati di una prima orientativa stima dell’Agenzia del Territorio del valore di mercato delle unità immobiliari non residenziali acquistate nel 2008, quantificato in circa 24 miliardi di euro. Si conferma così l’assoluta rilevanza del leasing che finanzia fra il 30 ed il 50 % (a seconda delle differenti stime presentate dai diversi istituti) degli investimenti in questo mercato.

La maggior parte dei volumi di compravendite è stata realizzata nel Nord Ovest (35,7% del totale), seguito su quote sostanzialmente equivalenti dal Nord Est (24,8%) e dal Centro (24,7%), mentre il Sud e le Isole coprono la parte residuale (14,7 %).

E’ stato infine anticipato il trend delle compravendite del 1° trimestre 2009 che, in coerenza con il generalizzato crollo degli investimenti produttivi che ha colpito il settore industriale e con l’andamento delle nuove operazioni di leasing, evidenzia forti contrazioni rispetto al pari periodo dello scorso anno: – 20,6 % nel terziario; – 23,9 % nel commerciale; – 33,5 % nel produttivo.

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