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27 settembre 2009

Stati Uniti, l’immobiliare commerciale si riprenderà nel 2012

Un’analisi condotta da PricewaterHouseCoopers Korpacz Real Estate sostiene che il mercato immobiliare commerciale degli Stati Uniti non subirà una ripresa prima del 2012. In seguito a questo nuovo scivolone del settore, gli affitti dei negozi e degli uffici nelle aree metropolitane di New York e San Francisco potrebbero subire un’ulteriore contrazione di quasi il 20% entro la fine del 2010.

Stando a PricewaterHouseCoopers, infatti, l’andamento del mercato immobiliare commerciale sarebbe legato (ancor più che il segmento retail) all’andamento dell’economia delle società private. E’ pertanto palese che, in un clima di riduzione dei costi da parte delle compagnie, ad essere influenzate negativamente saranno anche le transazioni di tipo immobiliare.

Dal picco del 2007 ad oggi, intanto, i valori delle proprietà statunitensi ad uso commerciale hanno già subito un calo del 36%.

Una spinta positiva potrebbe
tuttavia arrivare dal settore bancario, che, causa tassi di interesse su bassi livelli, e una probabile, prossima, ripresa del ritmo di erogazione, dovrebbe contribuire alla ripresa dell’intero mercato immobiliare locale.

Fonte: Vostrisoldi.it

http://mutui.vostrisoldi.it/articolo/stati-uniti-l-immobiliare-commerciale-si-riprendera-nel-2012/2195/

Casa, la crisi spinge le vendite della nuda proprietà

ROMA – La crisi economica da una spinta alle compravendite di nuda proprietà. Da una parte ci sono proprietari anziani alle prese con le difficoltà giornaliere del tirare avanti. Dall’altra crescono gli acquirenti che, traditi dalla Borsa e ai Titoli di Stato, investono nel mattone “con ospite”. La tendenza è confermata da diverse analisi degli operatori del settore.

Secondo l’istituto di ricerche Scenari immobiliari quest’anno il numero delle compravendite, tra le 47 mila e le 48 mila, farà segnare il 6-7% in più sul 2008, a fronte di un calo pari al 15% delle vendite totali. Anche le agenzie immobiliari registrano una buona tenuta del mercato alla crisi, il centro studi Toscano mette in evidenza una significativa crescita dell’offerta nel corso dell’ultimo anno. “E’ un fenomeno in evoluzione – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari – dal 2000 al 2004 le transazioni di nude proprietà sono raddoppiate, da 18 mila sono passate a 35 mila per schizzare a 50 mila nel 2007″. E se ora tutta l’economia vede lontani i risultati pre-crisi, le transazioni di nuda proprietà stanno già recuperando il terreno perso nel 2008, anno in cui si è registrata “una discesa rilevante (-10%) ma comunque minore rispetto a quella del mercato immobiliare generale”. Quindi sempre più over-65 alle prese con la pensione troppo bassa, tipici venditori, e sempre più padri di famiglia benestanti inclini a investire sul mattone, tipici acquirenti.

Anzi si può dire che gli strascichi della Grande Recessione esercitino un effetto trainante sul settore. “Oggi gli anziani proprietari impoveriti possono trovare una soluzione al loro bisogno di liquidità proprio nella vendita della nuda proprietà, che consente di mantenere l’usufrutto”, così Breglia spiega l’aumento delle messe in vendita. Un incremento notato anche dall’agenzia immobiliare Toscano e da Confedilizia, l’organizzazione dei proprietari di casa, che ha registrato “una crescita di interesse su questo strumento”. Gioca a favore anche quello che viene definito un “doppio sconto”: il pagamento del 70% del valore dell’immobile solitamente previsto per la nuda proprietà e il calo dei prezzi del 15-20% dovuto alla crisi del mercato. La “nuda proprieta” rimane comunque un mercato ancora limitato. Nonostante l’evoluzione non rappresenta più del 5-6% sul totale delle compravendite. Per ragioni soprattutto culturali. “In molti casi l’ostacolo è il senso di vergogna che si prova, in fondo si tratta di una scommessa sulla morte, quanto più precoce, di un essere umano”, spiega Breglia.

A frenare la crescita c’é poi il senso di unità familiare tipico degli italiani. “Il venditore spesso agisce di nascosto dei parenti, che nella stramaggioranza dei casi data la vicinanza vengono a sapere e ovviamente si oppongono”, fa notare Breglia. L’Italia, avendo il 90% di ultrasettantenni con casa di proprietà, potrebbe essere un mercato potenzialmente molto forte per le nude proprietà, ma invece rimane indietro rispetto al altri paesi. Del resto questo tipo di acquisto si registra tipicamente dove i legami familiari tendono ad allentarsi, nelle grandi città metropolitane, specialmente in quelle dove l’invecchiamento della popolazione si fa sentire. Genova ha la percentuale più alta (6,1% degli acquisti di nuda proprietà sul totale delle compravendite) seguita da Roma (4,5%), Milano e Bologna (4%). Ecco le percentuali di nuda proprietà sul totale delle compravendite in alcune città italiane nel primo semestre 2009, secondo le stime di Scenari immobiliari. Genova 6,1% Roma 4,5% Milano 4,0% Bologna 4,0% Firenze 3,5% Torino 3,8% Venezia 2,0% Bari 1,5% Napoli 1,0% Palermo 0,5%.

Fonte: Ansa.it

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_1675671861.html

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