AAA, vendesi casa China free

ottobre 17th, 2009 § Lascia un commento

Se le pareti sono tossiche…

New York. L’amministrazione Obama chiede a Pechino i danni, forse miliardi di dollari, per l’ultimo prodotto tossico scoperto nelle case americane: il cartongesso “made in China”. A battere cassa sarà il responsabile del Consumer Product Safety Commission (CPSC), Inez Tenenbaum, a Pechino la prossima settimana per un summit sulla sicurezza dei consumatori. L’ente Federale ha ricevuto oltre 1500 denunce da 27 stati per pareti in cartongesso che sembrano emettere esalazioni di solfuro. Tra le conseguenze: emicranie, problemi respiratori e perdite di sangue dal naso. Molti proprietari e inquilini sono stati costretti a traslocare in fretta e furia, tanto da spingere quattro parlamentari a chiedere l’intervento della protezione civile. E subito è scattata la domanda per la casa “China free”, vale a dire realizzata senza l’utilizzo del cartongesso cinese. Altrettanto pronta la risposta delle agenzie immobiliari, che si sono affrettate a promuovere sul mercato abitazioni libere dai pannelli dello scandalo. Il danno economico per le case da risanare, è enorme, tra i 15 e i 25 miliardi di dollari, e non è chiaro se sarà coperto dalle assicurazioni. Almeno centomila le abitazioni, in gran parte costruite tra il 2006 e il 2007, conterrebbero il prodotto sotto accusa. Il CPSC, reduce da una visita a impianti e miniere di gesso in Cina, avrebbe identificato alcuni produttori sospetti. Adesso, ha dichiarato Tenenbaum, intende verificare “la disponibilità cinese a stanziare fondi”, oltre a stabilire nuovi standard per il cartongesso. Tenenbaum avvertirà Pechino che gli Usa continueranno ad applicare severamente le leggi per la protezione dei consumatori entrate in vigore dopo scandali provocati anzitutto dalla presenza di piombo nei giocattoli made in China. Su questo fronte, tuttavia, sono stati riportati progressi: i ritiri dal mercato nei primi nove mesi dell’anno sono stati 38 rispetto agli 81 del 2008.

Fonte: Il Sole 24 Ore pag. 8 edizione del 17 Ottobre 2009

Autore: M. Val.

Modena: ripresina immobiliare, ma per vendere casa servono 6 mesi

ottobre 17th, 2009 § Lascia un commento

Stop alla caduta. Nei primi 6 mesi del 2009 i prezzi sono scesi del 10%.

Primi raggi di Sole per il mercato immobiliare modenese, dopo un periodo decisamente difficile che comunque continua a preoccupare gli operatori del settore. Dopo avere registrato nei primi sei mesi dell’anno sia il calo dei prezzi che delle operazioni di compravendita, nel terzo trimestre emerge qualche segnale di ripresa. E anche nel modenese arrivano i primi dati positivi. “Il periodo luglio-settembre 2009 – dichiara Archimede Pingiori, Presidente provinciale di ANAMA l’associazione degli agenti immobiliari di Confesercenti – si è caratterizzato per una certa stabilità del settore, mentre si denota un rinnovato interesse per l’investimento nel mattone”. Gli ultimi dati aggregati del mercato immobiliare nazionale diffusi dal rapporto Tecnocasa e relativi al secondo trimestre del 2009 parlavano di un calo del 12%. A Modena ora si registrano i primi segnali positivi: se il primo semestre dell’anno era stato interessato da un calo delle quotazioni pari al 10%, il periodo Luglio-Settembre ha fatto registrare una sostanziale stabilità oltre che una leggera risalita delle compravendite. ” Il mercato modenese – dice Pingiori -, conformemente a quello italiano, presenta ancora una offerta più alta rispetto alla domanda. Cosa che determina tempi di vendita con un’attesa pari a circa 6 mesi. Analizzando la domanda, prevale la richiesta verso case principali e case di sostituzione. Tra gli acquirenti c’è un netto aumento dei dirigenti, di liberi professionisti, e di imprenditori. In calo le giovani coppie e gli immigrati, con ogni probabilità per la stretta sui mutui operata dalle banche”.

Fonte: Modenaqui

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