Vantaggi e svantaggi del Contratto a “canone concordato ” detto anche a “canone calmierato” o “secondo canale” della Legge n. 431/98

ottobre 28th, 2009 § 5 commenti

Il contratto d’affitto è a “canone calmierato” (art. 2 comma 3), cioè prevede CANONI  inferiori al corrente valore di mercato secondo quanto concordato tra le OO.SS degli inquilini e quelle dei proprietari Comune per Comune secondo i diversi contratti-tipo degli Accordi territoriali che prevedono, per zone omogenee, un valore minimo ed uno massimo di oscillazione del Costo di affitto per mq. La durata prevista per questi contratti-tipo è minore di quella precedente a “canone libero”
3 + 2 anni
il contratto dura minimo 3 anni ed è rinnovabile per altri 2 anni
Vantaggi e Svantaggi per l’inquilino
il costo dell’affitto è più basso ma il contratto dura dura meno, cioè si rinnova prima con possibilità di aumento del canone. Sono anche previste agevolazioni fiscali per l’inquilino.
E’ prevista una riduzione del 30% dell’Imposta di Registro che passa dal 2% all’1,4% dell’ammontare annuo del CANONE. Di questa riduzione si avvantaggia anche l’inquilino cui compete il 50% dell’Imposta di Registro.
Anche per l’inquilino è prevista un’agevolazione fiscale in forma di detrazione ulteriore se il suo reddito è inferiore ad una certa soglia (circa 31.000 Euro) e l’abitazione in affitto è per lui l’abitazione principale. I dati esatti sono contenuti nelle istruzioni per la compilazione della Dichiarazione dei redditi dell’anno.
Vantaggi e Svantaggi per il proprietario
L’affitto percepito è più basso del valore di mercato ma la minor durata del contratto consente di poter aumentare prima il CANONE di affitto. Sono inoltre previste agevolazioni fiscali per i proprietari che sottoscrivono questo tipo di contratto.
Coloro che adottano questo contratto a “canone calmierato” hanno diritto nella dichiarazione IRPEF ad una ulteriore detrazione del 30% oltre quella ordinaria del 15% che si applica di norma all’ammontare del CANONE annuo. In pratica la riduzione è pari al 40,5%, cioè le imposte si pagano, in questo caso, solo sul 59,5% del CANONE annuo incassato.
E’ anche prevista una riduzione del 30% dell’Imposta di Registro che passa dal 2% all’1,4% dell’ammontare annuo del CANONE. Di questa riduzione si avvantaggia anche l’inquilino cui compete il 50% dell’Imposta di Registro.
I Comuni possono deliberare un’aliquota ICI agevolata, anche inferiore al 4 per mille, per gli immobili affittati a “canone calmierato”. Per ottenere questo vantaggio è necessario asseverare il contratto di locazione presso una una Associazione della Proprietà ed una dell’Inquilinato.
Diritti e doveri durante la locazione
La Legge vigente che regola i contratti d’affitto è la n. 431/98.
Le rate del canone sono di norma mensili e si pagano anticipatamente. L’inquilino ha diritto ad una ricevuta se la forma di pagamento è diversa dal c/c postale, dal bonifico bancario e simili che, automaticamente, costituiscono una ricevuta di pagamento.
Il canone annuo d’affitto è di norma soggetto ogni anno all’adeguamento ISTAT secondo la variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi rispetto all’anno precedente. Tale adeguamento può essere pari al 100% della variazione dell’indice ISTAT (contratti a canone libero) o limitato al 75% della variazione (contratti a canone concordato).
L’inquilino ha l’obbligo di usare la massima cura e diligenza nella conduzione dell’immobile locato, comprese le parti comuni. La piccola manutenzione (come la riparazione di una perdita idrica, la sostituzione di un vetro rotto, …) è a carico dell’inquilino. Spetta invece al proprietario la manutenzione straordinaria dell’immobile (rifacimento facciate, tetto, scale…)
L’imposta di registro si paga ogni anno entro i primi 30 giorni successivi alla scadenza del contratto per un ammontare pari al 2% del canone annuo (salvo agevolazioni). In genere tale imposta viene pagata dal proprietario, ma è obbligo dell’inquilino rimborsarne al proprietario il 50%.
Fonte: Sicetromaelazio.it

Bce: banche allentano la stretta del credito su aziende e privati

ottobre 28th, 2009 § Lascia un commento

E’ quanto emerge dal rapporto della Banca centrale europea sull’andamento dei prestiti

ROMA – Le banche europee prevedono un allentamento degli standard del credito per le aziende e per i privati nel trimestre in corso, dopo che nel terzo trimestre si é già verificato un irrigidimento meno marcato. E’ quanto emerge dal rapporto della Banca centrale europea sull’andamento dei prestiti delle banche, in cui si rileva che “nel quarto trimestre del 2009, le banche dell’eurozona prevedono un allentamento degli standard del credito per i prestiti alle imprese”, dopo che nel terzo si era registrato un calo all’8% dal 21% del secondo trimestre di quest’anno delle banche che avevano irrigidito i parametri per i finanziamenti.

La Bce sottolinea come “questa evoluzione confermi i segnali di inversione nel trend della stretta creditizia riscontrata nel rapporto di aprile”, anche se l’entità della stretta raggiunta durante la crisi finanziaria “rimane ancora molto consistente”. L’istituto centrale rileva anche un miglioramento delle condizioni di finanziamento ai privati, evidenziando che la percentuale delle banche che hanno applicato parametri più rigidi per i mutui ipotecari o per il credito al consumo è scesa “rispettivamente al 14% (dal 22%) e al 13% (dal 21%) nel terzo trimestre”.

Una tale dinamica riflette una “minore percezione del rischio da parte delle banche riguardo all’attività economica generale e, nel caso dei prestiti ipotecari, alle prospettive del mercato immobiliare”. Per il quarto trimestre 2009 – conclude la Bce – “le banche prevedono un ulteriore allentamento degli standard creditizi per i privati”, segnalando una “normalizzazione delle condizioni di mercato”.

Immobili: Censis, rilanciare settore con tassa 15-20% su affitti

ottobre 28th, 2009 § 2 commenti

(Teleborsa) – Roma, 27 ott – Nel corso dell’audizione tenuta oggi presso la Commissione Ambiente e Territorio della Camera dei Deputati, il direttore generale del Censis Giuseppe Roma ha avanzato alcune proposte al fine di evitare una crisi particolarmente pesante nel settore edilizio-immobiliare. “Tutti gli operatori individuano nei prossimi 3-4 mesi quelli decisivi per evitare veri e propri “crolli” nel settore degli immobili per l’impresa, dagli uffici agli edifici industriali e per la logistica, la cui domanda sta calando fortemente a causa della recessione industriale e terziaria” ha dichiarato Roma. “È quindi indispensabile almeno sollecitare il comparto residenziale, che potrebbe in parte compensare quelle perdite e che comunque fattura circa l’80% dell’intero mercato immobiliare”.
In un’indagine realizzata nel giugno del 2009, il Censis ha individuato la disponibilità delle famiglie a tornare ad investire nel mattone, con circa 2,6 milioni di nuclei interessati all’acquisto nei prossimi mesi. “Più in generale – ha continuato Giuseppe Roma – per la stragrande maggioranza degli italiani gli immobili rappresentano il modo più sicuro di valorizzare i propri risparmi. L’altra destinazione maggiormente preferita, quella dei titoli di Stato, è oggi davvero poco invitante, con tassi vicino allo zero. Bisogna incentivare una tale disponibilità finalizzandola, oltre che all’uso proprio, anche all’investimento da reddito. Avrebbe un effetto psicologico, oltre che pratico, applicare al reddito da locazione una tassazione fissa al 20% o ancor meglio al 15%, come previsto da alcuni disegni di legge già presentati”.
Si eliminerebbe in tal modo una distorsione che, nei fatti, attualmente falcidia l’affitto percepito dal proprietario sulla base del livello di reddito personale, con indubbia disparità di trattamento per immobili dello stesso tipo. Inoltre, permettendo una detrazione anche minima all’inquilino, con la tracciabilità dei canoni pagati, potrebbe emergere una notevole quota di fitti in nero.
“Da una simulazione da me effettuata – ha proseguito il direttore Roma – con tassa fissa e detrazione per l’inquilino il fisco perderebbe gettito nei primi due anni, ma al terzo ci sarebbe equivalenza fiscale e dal quarto anno in poi si produrrebbe addirittura un aumento del gettito”. Nel frattempo il risparmio familiare impiegato nell’edilizia da affittare, oltre a un positivo impatto economico anticiclico, funzionerebbe da leva per allargare l’offerta in locazione. “Più in generale – ha concluso Roma – bisognerebbe invertire la tassazione anche nelle compravendite. Essendo stata abolita l’Ici, si potrebbero applicare le imposte sul passaggio di proprietà su chi vende, e incassa, invece che su chi acquista e paga”.

Fonte: Repubblica.it

http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20091027&fonte=TLB&codnews=721

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