I certificati catastali negli uffici postali

novembre 30th, 2009 § Lascia un commento

Servizio negli uffici di Sportello Amico

Da oggi è possibile ottenere i certificati catastali direttamente negli uffici postali grazie al nuovo accordo tra Poste Italiane e Agenzia del Territorio nell’ambito del programma «Reti Amiche» . Il servizio è disponibile presso i 5.740 uffici postali dotati di «Sportello Amico» nei quali il cittadino potrà richiedere ed ottenere immediatamente visure catastali, utilizzando il proprio codice fiscale o gli elementi identificativi degli immobili (foglio, particella, subalterno), sia al fine di ottenere informazioni sulla proprietà immobiliare sia per gli adempimenti fiscali.

L’obiettivo è quello di semplificare e rendere sempre più agevole l’accesso alle informazioni della banca dati catastale. Il nuovo servizio viene esteso a tutto il territorio nazionale dopo il successo della sperimentazione negli uffici postali di Roma, Torino e Palermo. Grazie all’intesa, i cittadini potranno richiedere i certificati catastali complessivamente in circa 7000 sportelli distribuiti sull’intero territorio nazionale tra i 5740 di Poste Italiane e i 1100 dell’Agenzia del Territorio. Le visure catastali si richiedono per conoscere i dati anagrafici del soggetto intestatario dell’immobile (terreno o fabbricato), limitatamente alle persone fisiche, gli identificativi catastali degli immobili intestati al soggetto, i dati relativi alla titolarità ed alla relativa quota di diritto, la rendita catastale e l’ubicazione degli immobili per i beni censiti nel catasto dei fabbricati e i redditi dominicale e agrario per gli immobili censiti nel catasto dei terreni. Si richiedono inoltre per adempiere al pagamento delle imposte.

Secondo i dati dell’Agenzia del Territorio, nel 2009 saranno oltre 92 milioni le certificazioni catastali rilasciate dai 1.100 sportelli dell’Agenzia o tramite consultazione online. Ogni anno l’aumento delle richieste di servizio on line da parte dei cittadini è pari al 7%. L’intesa amplia dunque la gamma di servizi già offerti da Poste Italiane nel quadro del programma «Reti Amiche», avviato a novembre del 2008 su iniziativa del Ministero per l’Innovazione nella Pubblica amministrazione: rilascio e rinnovo dei passaporti, del permesso di soggiorno, il pagamento dei contributi previdenziali e dei bollettini di assicurazione contro gli infortuni domestici e, infine, i servizi Inps Card.

Fonte: LaStampa.it

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200911articoli/49900girata.asp

Ciclone Dubai World fa ancora sentire i suoi strascichi

novembre 30th, 2009 § Lascia un commento

Dubai, il governo molla la holding:«Nessuna garanzia di Stato sui debiti»

Ko la Borsa dell’Emirato -7,3%. Giù anche Abu Dhabi -8,3%. Chiudono in flessione i principali listini europei

Un'immagine di Dubai (Marka)
Un’immagine di Dubai (Marka)

MILANO - La crisi finanziaria di Dubai World la holding finanziaria dell’emirato del Dubai fa ancora sentire i suoi strascichi. Soprattutto alla luce dell’annuncio fatto da Abddulrahman al-Saleh, direttore generale del ministero delle Finanze di Dubai, che il governo di Dubai non intende garantire i debiti di Dubai World e i suoi creditori subiranno «a breve termine» le conseguenze della ristrutturazione del debito della conglomerata. «I creditori – spiega Abdulrahman al-Saleh alla tv di Dubai – dovranno assumersi la loro parte di responsabilità per la loro decisione di prestare soldi alle compagnie». «Essi pensano – aggiunge – che Dubai World faccia parte del governo, il che non è corretto». «Il governo – spiega ancora – è il proprietario della compagnia, ma fin dalla sua fondazione è stato stabilito che la compagnia non è garantita dal governo». Dubai World, precisa il direttore generale «fa accordi con tutti su quest base e i suoi prestiti si basano sui suoi progetti e non sulle garanzie del governo». Secondo Saleh la reazione dei mercati, che ha mandato a picco le Borse di Dubai e di Abu Dhabi, è esagerata. «La ristrutturazione del debito – dice ancora – è una decisione che è nell’interesse di tutte le parti nel lungo termine, ma potrebbe infastidire i creditori nel breve termine». La ristrutturazione dovrebbe riguardare 5,7 miliardi di debiti, con scadenza prima del prossimo maggio. La banca centrale degli Emirati arabi uniti ha assicurato che fornirà liquidità extra al sistema bancario, ma Saleh dubita che ce ne sarà bisogno. «Penso – spiega – che le banche a questo stadio non abbiamo bisogno di liquidità extra da parte della banca centrale».

IN PICCHIATA LA BORSA DELL’EMIRATO - Chiusura di conseguenza in profondo rosso per le borse di Dubai e Abu Dhabi. Il listino di Dubai ha perso il 7,3% con tutti i gruppi bancari ed edilizi in picchiata. Giù anche la borsa di Abu Dhabi, che ha fatto registrare un -8,3%. Prima del terremoto finanziario, la borsa di Dubai aveva chiuso in rialzo del 28% dall’inizio dell’anno. In perdita anche la borsa dell’Egitto (-6,86%) mentre la borsa dell’Arabia Saudita è chiusa fino a sabato, e nemmeno è aperta quella del Kuwait.
Direzione opposta per le borse dell’Asia, dove Tokyo ha concluso gli scambi con un balzo del 2,91% e Hong Kong del 3,25%.

BORSE EUROPEEE WALL STREET - Il ciclone Dubai fa sentire i suoi riflessi anche in Europa. Dopo un avvio in rialzo il listino milanese frenava. Giravano in calo il Ftse All Share (-0,75% ) e il Ftse Mib (-0,74%). In calo anche le altre principali borse europee con Parigi che cede l’1,05%, Francoforte l’1,03%, Londra lo 0,88%. Poi c’era una lieve ripresa. Alla fine le principale Borse europee chiudevano tutte al ribasso. A Francoforte il Dax terminava a 5.625,95 punti (-1,05%). Il Ftse 100 di Londra concludeva a 5.190,68 punti (-1,05%). Il Cac 40 di Parigi chiudeva a 3.680,15 (-1,11%). Lo Swiss Market di Zurigo terminava a 6.273,43 punti (-1%). A Milano l’indice Ftse Mib concludeva invece a 21.928,16 punti (-1,25%).
Anche la borsa di New York apriva in negativo (Dow Jones -0,29%) poi successivamente si portava in territorio positivo (Dow Jones +0,13%) dopo il rialzo inatteso dell’indice Pmi che sintetizza l’andamento del comparto manifatturiero nel distretto industriale di Chicago.

ESPOSIZIONE - Le banche inglesi sono quelle che rischiano di pagare il prezzo più caro per le ripercussioni della ristrutturazione del debito del Dubai. Lo scrive Morgan Stanley in una nota basata sui dati della Banca dei regolamenti internazionali, secondo i quali gli istituti del Regno Unito, tra cui Hsbc e Standard Chartered, hanno investito 50 miliardi di dollari nella regione. «Le banche inglesi sono quelle potenzialmente più colpite dalle ampie ripercussioni della ristrutturazione del debito del Dubai», sostengono gli analisti di Morgan Stanley, e questo anche se «l’impatto diretto di Dubai World sulle banche europee è modesto, e il rischio è stato fin troppo scontato».

Fonte: Corriere.it

http://www.corriere.it/economia/09_novembre_30/dubai-borse_3d928c58-dd9c-11de-a61b-00144f02aabc.shtml

Dubai: La crisi immobiliare non è finita!

novembre 30th, 2009 § Lascia un commento

Crollo del settore immobiliare a Dubai

Le banche devono assumersi le proprie responsabilità

Mentre cassandre italiane come AbibancheConsob eBankitalia, continuano come hanno fatto in passato a nascondere la gravità della situazione ed a gettare acqua sul fuoco dell’ennesima crisi finanziaria-immobiliare che mette a rischio un modello di avventurismo capitalistico-bancario fondato sui debiti, la compagnia immobiliare Nakheel, che facendo parte della holding Dubai World ha contribuito alla crisi del debito di Dubai, ha chiesto questa mattina la sospensione delle transazioni sulle sue obbligazioni islamiche quotate alla borsa Nasdaq Dubai.

Se le banche pubbliche locali hanno acquistato tali obbligazioni sul mercato nella primavera scorsa quando i prezzi erano crollati in seguito alla crisi del mercato immobiliare,le grandi banche mondiali creditrici dirette della Nakheel per aver collocato i bond presso i mercati internazionali, in assenza di una dichiarazione di default, non possono rivalersi legalmente  nei confronti del governo del Dubai, che al pari di quello di Abu Dhabi, non può essere considerato dal punto di vista legale responsabile e prestatore di ultima istanza.

Non si sa bene infatti quale sia la reale entità del debito della Dubai World, la holding pubblica a cui fa capo la Nakheel, proprietaria del patrimonio immobiliare dell’emirato, la piccola città costruita nel deserto che galleggia su un mare di debiti,non essendoci alcun bilancio certificato, ma secondo fonti dell’Ubs (Unione Banche svizzere), che ha gestito alcune emissioni obbligazionarie dell’emirato e l’Agenzia di rating Moody’s il totale dei debiti potrebbe avvicinarsi a 100 miliardi  dollari, lo stesso valore del Pil a «causa delle potenziali passività fuori bilancio»,mentre la sola Dubai World denuncia passività per 59 miliardi di dollari.

Dubai World e Dubai International Capital hanno partecipazioni sparse ovunque, con il 3% di Eads, il 2% di Sony, il 6% di Hsbc e il 2,8% di Icivi, la principale banca indiana, mentre la Borsa di Dubai ha il 20% del Nasdaq e il 20% della Borsa di Londra, che a sua volta controlla Borsa italiana. Dubai World è proprietaria di 49 grandi porti sparsi in tutto il pianeta e del colosso cantieristico P&O Maritime Service. Nakheel, controllata da Dubai World, gestisce uno sconfinato impero immobiliare e ha finanziato lo sviluppo di tre isole artificiali, che ora rischiano di diventare delle cattedrali nel deserto.

In un mercato globalizzato con partecipazioni incrociate,non si può minimizzare l’impatto della crisi come hanno fatto le banche internazionali ed italiane dichiarando la loro (in alcuni casi minima) esposizione verso le società del Dubai, ma  devono essere i Governi del G20 a varare nuove regole per impedire alle banche di continuare più di prima a creare montagne di carta straccia di swapderivati e “carry trade“, vere e proprie scommesse azzardate di moneta falsa ed Otc (Overseas the counter)  per un controvalore di 670.000 miliardi di dollari pari a dodici volte il Pil mondiale, scambiata al di fuori dei mercati regolamentati.

Non è più tempo di riflettere né di accettare veti, ma è arrivato il tempo di cambiare fissando regole ferree e pesanti sanzioni per le banche e le altre istituzioni finanziarie non aduse  a riconoscere quelle corrette regole che devono presidiare i mercati e garantire i diritti dei cittadini, risparmiatori econsumatori, sia per impedire gli abusi di mercato che di scaricare gli effetti dei disastri provocati sulla collettività.

AdusbefFederconsumatori auspicano che i ministri finanziari europei, che si riuniranno dopodomani a Bruxelles, pongano all’ordine del giorno la riforma della vigilanza finanziaria e la costituzione di nuove regole pregnanti atte a garantire stabilità e trasparenza per un sistema bancario senza scrupoli che è tornato più di prima ad imbastire gigantesche speculazioni mediante strumenti derivatiswapcarry trade per assicurare guadagni certi ai banchieri: Goldman Sachs ad.es., dopo essere stata salvata dal crack con interventi pubblici, pagherà ai propri dipendenti 20 miliardi di euro di gratifiche natalizie!

Autori: Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)

Fonte:  Newsfood.com

http://www.newsfood.com/q/8a2e8ea6/dubai-la-crisi-immobiliare-non-e-finita/

Mali, convegno su riforma immobiliare

novembre 30th, 2009 § Lascia un commento

Il ministero dell’Edilizia e della Pianificazione urbanistica del Mali ha organizzato un convegno nella capitale Bamako per discutere e creare un largo consenso sulla riforma del settore immobiliare. Il convegno si terra’ dal 7 all’11 dicembre. Il governo, ha spiegato un portavoce del ministero, ha allo studio l’approvazione di un piano-casa “ecosostenibile e che trovi una sintesi tra le esigenze dell’urbanistica moderna e quelle della tradizione delle tribu’ locali”. La riforma portera’ anche all’istituzione di un catasto nazionale e all’approvazione di una nuova normativa in materia di espropri e di compravendita.

Fonte: Agi.it

http://www.agi.it/dossier/afro–notizie-dallafrica/elenco-notizie/200911301052-spe-rt10021-art.html

Dubai World, iniezione di liquidità

novembre 29th, 2009 § Lascia un commento

Interviene Banca Centrale degli Emirati

La Banca centrale degli Emirati Arabi Uniti è intervenuta a favore delle banche attive sul territorio con un’iniezione di liquidità, per limitare i danni che potrebbero penalizzare lunedì, alla riapertura delle Borse regionali, i titoli degli istituti di credito più esposti all’annuncio della richiesta di ristrutturazione del debito del colosso Dubai World. La liquidità è stata emessa al tasso di 50 punti base su 3 mesi Eibor.

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