Immobili: Censis, alta fiducia italiani nel mattone
agosto 29th, 2010 § 1 commento
Resta alta la fiducia delle famiglie nell’investimento immobiliare. Lo rivela una indagine del Censis secondo cui, malgrado la recente frenata delle compravendite di abitazioni (609mila case vendute nel 2009), la tradizionale fiducia delle famiglie italiane nell’investimento nel mattone resta elevata. Per il 22,7% degli italiani, infatti, questa rappresenta la forma di utilizzo dei propri risparmi da privilegiare, contro il 21,8% che pensa che i risparmi vadano mantenuti liquidi sul conto corrente e appena l’8,5% che giudica preferibile acquistare azioni e quote di fondi di investimento. Sulla base di queste indicazioni il Censis stima per il 2010 un leggero progresso nelle compravendite, che dovrebbero arrivare a 630mila unità residenziali a fine anno (+3,4% rispetto al 2009).
Fonte: MilanoFinanza.it
L’Europa precipita insieme alle vendite di case in Usa
agosto 24th, 2010 § Lascia un commento
I listini europei allargano le perdite sulla scia delle indicazioni provenienti dal mercato immobiliare negli Stati Uniti, dove le vendite di case esistenti sono precipitate del 27,2% a luglio, al livello più basso da 15 anni. Piazza Affari perde ora il 2,43% sul Ftse All Share e il 2,53% sul Ftse Mib.
Male anche Francoforte (-2,26%) e Parigi (-2,52%). A New York, intanto, il Dow Jones cede l’1,44% e il Nasdaq l’1,77%. Secondo i dati resi noti dalla National Association of Realtors, le vendite hanno raggiunto un ritmo annuo di 3,83 milioni di unità, il più basso da maggio 1995.
Le attese degli economisti, invece, erano per un calo del 12% a un ritmo annuo di 4,7 milioni di unità. Il prezzo medio, invece, è salito dello 0,7% annuo a 182.600 dollari. Al contempo l’indice della Federal Reserve di Richmond per il mese di luglio ha mostrato un peggioramento ad agosto a -10 dagli 8 punti di luglio per i ricavi del settore servizi.
E’ sceso a -8 dai zero punti di luglio per i ricavi dell’attività di vendita al dettaglio, a 11 dai 16 punti del mese precedente per l’attività manifatturiera e, infine, l’indice sulle consegne di manifatture è sceso a 11 da 22 punti. E mentre l’euro è in ripresa dopo la pubblicazione dei dati americani: ha varcato quota 1,26 dollari arrampicandosi fino a 1,2665 dopo aver segnato un minimo di seduta a 1,2584, sul listino milanese soloCampari (-0,62%) e Parmalat (-0,42%) limitano i danni.
Si confermano molto deboli le banche con Unicredit che guida i ribassi accusando un calo del 3,33%. Giù Ubi Banca (-2,54%), Intesa Sanpaolo (-0,99%), Mps (-2,64%),Banco Popolare (-2,65%) e Bpm (-2,82%). Oggi gli analisti di Goldman Sachs hanno raccomandato cautela sul comparto bancario italiano, ritenendo che per adesso sia “troppo presto esprimere previsioni positive per il sistema, considerando l’incertezza della ripresa e il basso livello dei tassi di mercato”.
Nei prossimi mesi saranno le indicazioni dei vertici delle banche, e in particolare quelle sulla qualità del credito, a imprimere la tendenza ai titoli del settore. Gli analisti della banca Usa ritengono che i numeri del secondo trimestre, in pubblicazione questa settimana, mostreranno una crescita dei prestiti molto moderata, un miglioramento poco significativo sul fronte dei margini, un impatto negativo sui ricavi dal debole trading, accantonamenti ancora elevati e utili sostenuti da guadagni non ricorrenti.
Quindi, nonostante i titoli delle banche italiane abbiano registrato una performance peggiore rispetto a quelli delle banche europee del 16% circa, è meglio per adesso essere cauti. In particolare gli esperti, che hanno tagliato i target price di tutti i titoli, hanno una raccomandazione sell sul Credem (-3,4%), di ci hanno rivisto il target price da 5 euro a 4,85 euro, e sul Banco Popolare (target tagliato da 4,95 euro a 4,80 euro), mentre hanno reiterato il giudizio neutral sugli altri istituti italiani, fatta eccezione per Unicredit su cui resta il giudizio buy con un target price rivisto però da 2,85 euro a 2,80 euro.
Unicredit ha già annunciato i risultati del secondo trimestre, mentre giovedì sono in agenda quelli di Mps, la Popolare di Milano e Creval e venerdì il calendario comprendeIntesa Sanpaolo, Ubi Banca, Banco Popolare e Credem. Nel caso del Banco PopolareGoldman Sachs si aspetta che il margine di interesse si attesti a 545 milioni di euro, pressoché piatto rispetto ai livelli del primo trimestre 2010 (547 milioni), i ricavi dovrebbero salire di poco a 1.048 milioni di euro da 1.002 milioni del primo trimestre con un utile operativo atteso a 429 milioni, in rialzo dai 391 milioni.
Autore: Francesca Gerosa
Fonte: MilanoFinanza.it
La casa in America diventa un peso. Da svalutare
agosto 19th, 2010 § 2 commenti
(Teleborsa) – Roma, 19 ago – Al timore di nuove pressioni speculative per la difficoltà dei debiti sovrani si associano quelli, potenziali, per le difficoltà in cui potrebbe incappare nuovamente il settore immobiliare, specialmente quello americano con forti ripercussioni sul sistema bancario interno.
Nel 2009 i dati della Federal Reserve (la Banca centrale americana) e della Fdic (il Fondo di Garanzia americano a tutela dei depositi bancari), oltre 11 miliardi di dollari di impossibile riscossione sono stati svalutati dai bilanci bancari, a cui vanno aggiunti quasi 20 miliardi di dollari per concessioni creditizie alle aziende che per colpa della crisi non sono stati restituiti. Una dinamica nota e comunque a detta di molti economisti prossima alla fine. Ma la sorpresa è stata di segno opposto; gli stessi bollettini parlano di un trend negativo che continua con vigore anche quest’anno, riportando che nel primo trimestre del 2010 le svalutazioni di titoli legati al settore immobiliare è stata 7,88 miliardi di dollari. E’ vero che il tasso di insolvenza per chi contrae un mutuo immobiliare è sceso al 4,12%, ma è altrettanto vero che lo stesso, se considerato nel brevissimo spazio di un trimestre, resta sempre elevato.
Questa preoccupazione viene espressa anche da Christopher Combs, esperto in dispute legali sull’immobiliare, che sottolinea come anche nelle più accese transazioni legali il creditore non riesce a recuperare dal debitore, mediamente, più del 10%.
Fonte: Repubblica.it
http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=637&dt=2010-08-19&src=TLB
Tasse sulla casa Assoedilizia: «Cedolare secca anche ai negozi»
agosto 7th, 2010 § 1 commento
La riforma dei tributi che gravano sugli immobili va bene, ma non basta. La cosiddetta cedolare secca sugli affitti «non esaurisce il problema casa in Italia». É questa l’analisi di Assoedilizia, l’associazione che riunisce i proprietari di immobili. È il presidente Achille Colombo Clerici a spiegare cosa manca ancora alla rivoluzione introdotta con la tassazione fissa al 20%: la cedolare secca non dovrebbe essere introdotta solo per gli appartamenti, ma anche per i canoni di locazione di negozi, uffici e botteghe, e per gli usi diversi dall’abitativo.
La logica della cedolare secca, fa notare Colombo Clerici, «è duplice: alleggerire la pressione fiscale sulle persone fisiche che locano abitazioni per favorire l’emersione del sommerso, e mobilitare i comuni nella lotta all’evasione fiscale nel settore. Ma – prosegue – rimane scoperto il grande problema del rilancio dell’investimento nella locazione immobiliare. La cedolare secca infatti, come imposta sostitutiva dell’Irpef, riguarda solo i redditi delle persone fisiche e non anche quelli delle società. Inoltre non si applica se non alle locazioni abitative; escluse cioè le locazioni di negozi, uffici, botteghe artigiane, magazzini, laboratori, garage. Ha una portata limitata e non può essere che il primo passo di una manovra di revisione complessiva della fiscalità immobiliare che porti a un alleggerimento della pressione tributaria sugli immobili in locazione».
«È dunque opportuno – per i proprietari di immobili – che il governo ponga mente a una razionalizzazione della tassazione delle società equiparandole ai fondi di investimento immobiliare e alle Sgr. La cedolare secca sostitutiva dell’Irpef – conclude il presidente di Assoedilizia – va inoltre estesa ai redditi derivanti dalle locazioni a uso diverso dall’abitativo, anche per favorire un calmieramento degli affitti del settore». Secondo Colombo Clerici si pone anche un problema di equità: «É ingiusto ad esempio – dice – che per i redditi delle società immobiliari di gestione sia prevista una doppia tassazione: una in capo alla società e l’altra in capo ai soci».
Autore: Alberto Giannoni
Fonte: IlGiornale.it
Arriva la cedolare secca sugli affitti. L’imposta sugli immobili si fa in due
agosto 4th, 2010 § Lascia un commento
La nuova tassa municipale non si applicherà sulle prime case e riguarda anche le compravendite.
L’aliquota sarà decisa a novembre
ROMA
Arriva la rivoluzione federalista per le tasse comunali. I proventi sugli affitti dal prossimo gennaio non saranno più tassati con l’Irpef: si potrà pagare – la scelta è un’opzione – un’aliquota fissa al 25%, ma la cosiddetta «cedolare» potrà scendere al 20% per i canoni «agevolati» nelle aree ad alta densità abitativa.
Per l’aliquota dell’attesa imposta municipale bisognerà invece attendere il 30 novembre e l’apposito decreto del ministro dell’Economia: l’unica certezza è che i comuni potranno aumentare o diminuire il prelievo dello 0,3%, cioè del 3 per mille. L’imposta, poi, si fa in due. Per la «prima» Imu bisognerà attendere il 2014: sarà pagata sul possesso degli immobili (escludendo le prime case) e anche sulle compravendite: in questo caso l’incasso, che finirà nelle casse dei comuni, sarà del 3% per le prime case e del 7% su tutti gli altri cespiti. Ci sarà poi una seconda Imu, «facoltativa», che riunirà le attuali imposte sull’occupazione di suolo pubblico e sulle affissioni.
Sono queste le principali novità contenute in una bozza del decreto legislativo che domani approda al Consiglio dei Ministri.
Il fondo e le imposte devolute
«Per realizzare in forma progressiva e territorialmente equilibrata – è scritto nella bozza – la devoluzione ai comuni del fisco sugli immobili è prevista la creazione di un fondo della durata di 5 anni. Sarà alimentato, attraverso meccanismi diversi, con alcuni tributi: di registro e bollo; ipotecaria e catastale; Irpef sui redditi fondiari (senza il reddito agrario); tributi speciali catastali; tasse ipotecarie; cedolare secca sugli affitti.
Lotta all’evasione
Tutto il maggior gettito incassato per l’iscrizione al catasto degli »immobili fantasma« andrà ai Comuni mentre sale dal 33 al 50% la percentuale di »compartecipazione« sugli incassi della lotta all’evasione.
Cedolare affitti volontaria
Dall’anno 2011 le imposte sugli affitti si potranno pagare con una «cedolare secca». L’aliquota indicata nella bozza è del 25%, ma non sono esclusi ritocchi. Il nuovo tributo sarà volontario (per chi non ha reddito conviene ad esempio pagare il 23% dell’aliquota Irpef più bassa) e assorbirà anche le imposte di bollo e quelle di registro che si pagano sui contratti di locazione. Il versamento è previsto con le stesse date della dichiarazione dei redditi e, in base al testo, sarebbe dovuto un acconto dell’85% sul 2011 (probabilmente da pagare già a fine anno) e del 90% nel 2012.
Dure sanzioni sono previste per chi dichiara importi inferiori al vero (non solo di paga di più ma viene considerata forfettariamente una durata di 4 anni) ma è anche stabilita un aliquota agevolata del 20% per i canoni agevolati nei comuni ad alta densità abitativa.
Due imposte municipali
Non ci sarà una sola imposta municipale ma due. La prima è definita «imposta municipale propria», la seconda «imposta municipale secondaria facoltativa». La prima – della quale non viene indicata nella bozza nè la percentuale nè le detrazioni – deve essere decisa dal consiglio comunale entro il 30 novembre 2013 e si applicherà dal 2014. L’aliquota sarà decisa dal ministro dell’Economia entro il prossimo 30 novembre e i comuni potranno aumentare il prelievo dello 0,3%. Verrà pagata dai possessori di immobili e non si applica sulle prime case (pertinenze comprese). Di fatto sarà una sorta di «Ici seconda casa», solo che si verserà in quattro rate: 31 marzo, 16 giugno, 30 settembre e 16 dicembre.
La tassa sulle compravendite
A questa si aggiungerà una quota sui trasferimenti «tra vivi a titolo oneroso o gratuito, della proprietà di beni immobili»: il balzello in questo caso sarà del 3% per le prime case e del 7% sulle altre. Queste ultime aliquote potranno essere modificate dai comuni a partire dal 2017.
La seconda Imu
C’è poi l’ imposta municipale secondaria facoltativa. Servirà a sostituire la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, ma anche l’imposta sulla pubblicità e le pubbliche affissioni. Prima di essere applicata servirà una consultazione popolare e una delibera del consiglio. Si pagherà in base ai metri quadrati occupati e alla durata dell’occupazione. Come l’altra Imu sarà indeducibile dalle imposte sui redditi.
Fonte: LaStampa.it
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201008articoli/57314girata.asp