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22 gennaio 2010

Sì al piano casa in Sicilia

La commissione Territorio dell’Ars ha approvato il ddl che consente ai proprietari di ampliare gli immobili fino al 20% della cubatura o al 35% se il bene viene demolito e ricostruito. Il disegno è pronto per il voto d’aula. Bernava (Cisl): “Provvedimento anti-crisi utile ma tardivo”

PALERMO – In Sicilia i proprietari di immobili potranno ampliare gli edifici fino al 20% della cubatura, limite che può arrivare al 35% se il bene residenziale viene demolito e ricostruito e al 25% per le strutture destinate ad attività produttive. Unico obbligo è di utilizzare tecniche costruttive di bioedilizia. Via libera anche a parcheggi in aree verdi o agricole nei centri urbani e alla chiusura di verande e terrazze (non oltre i 50 metri quadrati).

È quanto prevede il piano casa approvato ieri dalla commissione Territorio dell’Assemblea regionale siciliana e pronto per essere portato in aula per il voto finale. Il disegno di legge è stato licenziato, dopo varie modifiche e riscritture del testo che ne hanno rallentato l’iter. Il ddl è composto di 12 articoli e il governo è intenzionato a presentare in aula alcuni emendamenti, per esempio la possibilità di demolire un rudere e costruirlo in un’altra area sfruttando l’ampliamento.

Il ddl permette di ampliare (esclusi immobili che hanno beneficiato di sanatorie), fino al 20%, edifici unifamiliari o bifamiliari, ultimati entro il 31 dicembre del 2008, purchè in regola con il catasto e con il pagamento della tassa sui rifiuti (tarsu) e dell’Ici (fino a un limite di 150 metri cubi). La possibilità di demolire e ricostruire l’immobile (anche sanato), ampliandolo fino al 35%, è consentita per gli edifici realizzati entro il 2003. Chi vorrà potrà creare stanze in veranda e nelle terrazze (fino a 50 mq). La legge consente di derogare ai piani regolatori generali e di risparmiare sugli oneri concessori: 20% in meno e 30% se prima casa, 50% per chi demolisce e ricostruisce.

Per tutelare il paesaggio i comuni, entro tre mesi, possono stabilire in quali aree non è possibile demolire e ricostrure immobili, scaduti i termini i proprietari hanno tempo due anni per presentare le richieste. Per esaminare le pratiche, in ordine cronologico, i comuni potranno assumere consulenti con contratti di collaborazione. La legge eslcude gli immobili pubblici, quelli in aree demaniali, in zone a rischio idrogeologico, in zone naturalistiche e forestali.

“Il piano casa è una buona notizia perchè è un vero provvedimento anti-crisi, utile anche se tardivo -secondo il segretario della Cisl Sicilia, Maurizio Bernava – Al governo della Regione chiediamo ora di mettere all’ordine del giorno la riorganizzazione degli uffici tecnici, nel territorio, per le necessarie attività di vigilanza e controllo”. Il segretario Cisl dà anche atto alle forze politiche di aver “raccolto l’appello ripetutamente lanciato dal sindacato nelle scorse settimane, per dare il via a un provvedimento che facendo leva su capitali privati, è in grado di rimettere in moto economia e occupazione. Quando il dialogo tra politica e forze sociali si sviluppa senza pregiudizi – sostiene Bernava – i risultati arrivano”.

La Cisl chiede ora a governo e Ars di “accelerare al massimo l’iter di approvazione della legge, mantenendo ferma la rotta in direzione di sicurezza del lavoro, diritti sociali e contrattuali ed efficienza energetica di materiali e tecniche di costruzione”.

Fonte: LaSiciliaWeb.it

http://www.lasiciliaweb.it/index.php?id=34189&template=lasiciliaweb

Milano, si ferma il mercato della casa compravendite in calo del 15 per cento

Sono i dati forniti dalla Borsa immobiliare, le abitazioni più convenienti sono a Santa Giulia-Montecity- Rogoredo e Salomone-Bonfadini con 1.800 euro mq

Il mercato immobiliare milanese è rimasto fermo nella seconda metà del 2009. Nonostante la crisi internazionale e una riduzione dei prezzi delle case su molte piazze, i prezzi a Milano rimangono sostanzialmente stabili in città (+0,2 per cento in sei mesi, anche se in leggera ripresa rispetto al primo semestre, quando la diminuzione era stata dello 0,3). I prezzi diminuiscono invece dello 0,8 per cento in provincia. Sono i dati forniti dalla Borsa immobiliare di Milano, azienda speciale della Camera di commercio, che ha compiuto la rilevazione semestrale in collaborazione con gli agenti di Fimaa.

Comprare casa in città costa in media 3.646 euro al metro quadro, considerando tutte le tipologie di immobili residenziali in vendita. Le case più care, considerando gli appartamenti con meno di 40 anni, sono in Spiga-Montenapoleone con 8.750 euro al metro quadro (+2,3 per cento) e Vittorio Emanuele-San Babila con 7.700 euro (+2 ). Le più convenienti sono a Santa Giulia-Montecity- Rogoredo e Salomone-Bonfadini con 1.800 euro al metro quadro.

Fra mutui e prezzi che non diminuiscono, i consumatori aspettano prima di acquistare, allungando i tempi di vendita che in media superano i 6 mesi. In un anno il numero delle compravendite in città si è ridotto di circa il 15 per cento (terzo trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo 2008). Uno dei problemi chiave è che “manca il supporto finanziario da parte delle banche, che hanno drasticamente ridotto il credito” a chi vuole acquistare una casa, secondo Antonio Pastore, presidente di Borsa immobiliare. Claudio Lossa, presidente del Comitato prezzi della Camera di commercio, chiede “alla politica di convincere le banche, che sono piene di soldi, a concedere mutui, dando loro garanzie supplementari”.

Fonte: Repubblica.it

http://milano.repubblica.it/dettaglio/Case-il-mercato-si-ferma:–15-di-compravendite/1836821?ref=rephp

21 gennaio 2010

Tornano a salire i tassi sui mutui-casa

Tornano a salire i tassi sui finanziamenti alle famiglie, in particolare i mutui per l’acquisto della casa. Di contro resta negativo il trend dei finanziamenti alle imprese. I dati sono stati diffusi dall’Ufficio studi dell’Abi attraverso il rapporto mensile. Per la prima volta, quindi, da un anno e mezzo a questa parte, a fine 2009 i tassi sui mutui mostrano segnali di risalita.
Secondo Monthly Outlook, infatti, i tassi d’interesse sul totale dei prestiti a fine 2009 scendono in media al 3,77% (3,82% a fine novembre). Ma risalgono al 2,95% (dal 2,90% a novembre) quelli sui mutui che, come si ricorderà, nell’agosto 2008 erano al 5,95%. Si tratta, sottolinea l’Ufficio studi dell’Abi parlando di una sostanziale parità, di un dato elaborato come composizione tra tassi fissi e variabili.
A fine dicembre 2009 l’ammontare dei prestiti al settore privato del sistema bancario italiano è risultato pari a 1.550 miliardi, con un flusso netto nel corso dell’anno di nuovi prestiti per 24 miliardi. I prestiti a famiglie e società non finanziarie ammontano invece a 1.360 miliardi con una crescita tendenziale dell’1,6% (+1,7% a novembre 2009; +4,7% a fine 2008).
Tuttavia si tratta di dati in controtendenza se è vero che l’Euribor a tre mesi, vale a dire il tasso che le banche applicano tra loro per i prestiti trimestrali e che viene preso come riferimento dalle stesse banche per indicizzare i mutui, nelle ultime sei settimane ha segnato un calo costante, passando dallo 0,718% del 4 dicembre scorso allo 0,674% di oggi, cedendo in totale 0,044 punti percentuali.
Il lieve ritocco dei tassi sui mutui può trovare una ragionevole spiegazione leggendo il «capitolo sofferenze», e quindi sulla qualità del credito. Gli effetti della crisi economica, infatti, continuano a farsi sentire nei conti delle banche italiane. Sofferenze che al lordo delle svalutazioni, nel novembre scorso ammontavano a 58 miliardi, con una crescita di 1,4 miliardi rispetto a ottobre 2009 e di 18,4 miliardi rispetto a novembre 2008. «Siamo su valori contenuti – ha spiegato Gianfranco Torriero, responsabile del Centro studi Abi -. Partivamo da un valore basso».
In dicembre, infine, è cresciuta anche la raccolta, rappresentata dai depositi in conto corrente, depositi con durata prestabilita, depositi rimborsabili con preavviso e pronti contro termine, con un tasso tendenziale del 7,6% a 1.974,5 miliardi di euro.
Va sottolineato che nell’ultimo anno lo stock è aumentato di circa 161 miliardi, mentre le obbligazioni delle banche sono cresciute del 10,8% su base annua.

Autore: Antonio Risolo

Fonte: IlGiornale.it

http://www.ilgiornale.it/economia/tornano_salire_tassi_mutui-casa/21-01-2010/articolo-id=415442-page=0-comments=1

19 gennaio 2010

Russia/ A Mosca e’ boom immobiliare

Nella capitale russa a dicembre il numero delle transazioni immobiliari, sono state 8498, e’ aumentato del 72% rispetto al mese precedente quando ne sono state firmate 4941. Si tratta della maggiore crescita dal dicembre 2008. Alla base delle decisioni di acquisto vi sarebbe la convinzione che sia finita la fase calante dei prezzi degli appartamenti di Mosca. Nella capitale russa il prezzo medio di un immobile si aggira attorno ai 4mila dollari per metro quadro.

Fonte: Affaritaliani.it

http://www.affaritaliani.it/ultimissime/flash.asp?ticker=190110085836

18 gennaio 2010

Europa, recupera il real estate commerciale

Gli investimenti nel real estate commerciale sono cresciuti di oltre il 40%, in tutto il continente, negli ultimi tre mesi del 2009…

Buone notizie per il mercato immobiliare europeo. Gli investimenti nel real estate commerciale sono cresciuti di oltre il 40%, in tutto il continente, negli ultimi tre mesi del 2009. Toccando così il livello massimo dai tempi del collasso di Lehman Brothers del 2008. Le transazioni siglate sono state infatti pari ad oltre 25,7 miliardi di euro, con una crescita del 42% rispetto al trimestre precedente: un valore doppio rispetto a quello dei primi due trimestri dell’anno scorso.

A rivelarlo è il Financial Times, che specifica come il turnover complessivo relativo al 2009, proprio grazie alla buona performance degli ultimi tre mesi, sia così salito a 70 miliardi di euro (cifra comunque inferiore ai 121 miliardi raggiunti nel 2008).

Si tratta di una crescita generalizzata (sebbene con alcune differenze), e dunque non trainata solamente dai mercati immobiliari di alcuni Paesi. Gli incrementi più netti, tuttavia, sono stati registrati nelle aree centro-orientali del continente. La migliore performance in Europa occidentale è invece quella del Regno Unito, che ha visto crescere gli investimenti del 64% nella seconda metà del 2009, rispetto ai sei mesi precedenti.

Tra gli affari siglati, invece, spicca l’acquisto del quartier generale di HSBC a Londra da parte del National Pension Service della Corea del Sud.

15 gennaio 2010

Risanamento: 250 milioni perdite

Archiviato in: immobiliare — andrea @ 18:03
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Queste le stime per il 2009

Risanamento stima di chiudere il 2009 con 250 mln di perdite, con un risultato netto negativo in peggioramento di 40 mln rispetto al 2008. E’ quanto emerge da una relazione informativa depositata dal consiglio d’amministrazione del gruppo immobiliare fondato da Luigi Zunino. Il gruppo immobiliare ritiene che la posizione finanziaria netta di fine 2009 sia ‘in linea’ con i dati consolidati di fine settembre, ovvero negativa per 2,8 miliardi.

Fonte: Ansa.it

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/01/15/visualizza_new.html_1673920849.html

14 gennaio 2010

Cina, continua il boom edilizio (sperando che non scoppi la bolla)

I prezzi delle case in 70 grandi e medie (per gli standard cinesi) città della Cina sono aumentati de 7,8% su base annuale nel dicembre 2009, e dell’ 1,5% in solo un mese. Il dato è fornito dall’Ufficio di Stato delle statistiche e confermato tra il soddisfatto e il preoccupato dall’agenzia ufficiale Xinhua.

I prezzi delle nuove abitazioni crescono ancora più velocemente: «Sono aumentati del 9,1% nello scorso dicembre  in rapporto allo stesso periodo del 2008, e dell’ 1,9% in un mese. I prezzi degli appartamenti “di occasione” in 70 città importanti sono in rialzo del 6,8% in un anno e dell’ 1% in rapporto al mese di novembre». La febbre del cemento non cala in Cina, non l’ha fatta scendere nemmeno la crisi economica, e il governo comunista, che l’ha sostenuta per rilanciare i consumi interni, ha ora l’incubo di una bolla immobiliare di tipo americano.  Intanto però sogna la China Vanke, la più grande società immobiliare cinese, con sede a Shenzhen, che ha annunciato un aumento di vendite del 32,5% ed il raggiungimento di un giro d’affari di 9,3 miliardi di dollari nel 2009.

I metri quadri venduti dalla Vanke sono però aumentati “solo” del 19,1% rispetto al 2008, arrivando a 6,63 milioni. A dicembre la mega-immobiliare aveva incassato 5,5 miliardi di yuan, il 3% in più rispetto allo stesso periodo del 2008, per vendendo il 38,7% di superficie edificata in meno.

I segnali di una bolla finanziaria ci sono tutti, ma la Vanke vola alla borsa di Shanghai ed è in testa alla classifica delle vendite delle società immobiliari pubblicata dall’E-house China R&D Institute. Nei primi 11 mesi del 2009 gli investimenti cinesi nel settore immobiliare sono arrivati a 3.130 miliardi di yuan, con una crescita del 17,8%.

Manca addirittura la terra per costruire e la municipalità di Pechino ha deciso di fornire 6.000 ettari di terreno nel 2010 «Per lottare contro il forte aumento dei prezzi immobiliari».

Peccato che i prezzi siano schizzati alle stelle anche dopo che nel 2009 l’amministrazione della capitale cinese aveva messo a disposizione dei costruttori più di 1300 ettari e che tra il 2007 e il 2008, circa 150 particelle pubbliche siano state vendute all’asta per un valore di 96 miliardi di yuan. Gli obiettivi di crescita urbanistica di Pechino vengono tutti tranquillamente raggiunti e superati.

Lei Lei, il Capo dei Centro per la gestione del territorio di Pechino, spiega che il totale delle offerte dei terreni nel 2009 ha superato l’obiettivo della municipalità   di 1.300 ettari, «Le autorità vogliono mettere sul mercato ancora più  terreni nel 2010. Offriremo almeno 6.000 ettari di terreno nel 2010, dei quali 4.500 ettari per la realizzazione di edifici residenziali».

La mitica pianificazione comunista lascia il passo ad un’urbanistica “annuale”, a richiesta sollecitata dal pubblico, che fa impallidire la fantasiosa pianificazione urbanistica italiana.   Eppure  il municipio di Pechino assicura di far questo (tutto il mondo è paese) per tenere bassi  i prezzi delle case, che salirebbero proprio per l’accaparramento dei terreni da parte dei promotori immobiliari. Peccato che gli agganci di quest’ultimi con le amministrazioni locali e nazionali siano spesso più che evidenti e spesso di tipo familiare.

Ma Lei assicura abbastanza spericolatamente che «L’aumento dell’offerta dei terreni da parte del governo non significa che il numero dei progetti immobiliari crescerà». La realtà è che nel settembre 2009 i prezzi dei nuovi alloggi avevano raggiunto già una media di 18 000 yuan al m2 (2.635 dollari) all’interno della “quarta periferica” di Pechino. Un prezzo proibitivo per un cinese medio, ma le famiglie si stanno indebitando perché la tradizione cinese prevede che i genitori debbano regalare la casa ai loro figli quando si sposano. L’aumento dei prezzi sta facendo svanire i risparmi di intere e parsimoniose vite che non basteranno: le formichine maoiste stanno adottando forzatamente un livello di indebitamento che si pensava appartenesse alle cicale imperialiste americane.

La stessa Xinhua lanciava qualche settimana fa l’allarme: «Il prezzo elevato dell’immobiliare in Cina è insopportabile non solo per i colletti blu, ma anche per i colletti bianchi che, benché abbiano entrate superiori, si ritrovano bloccati davanti alla situazione immobiliare del Paese».

Secondo i risultati di una recente inchiesta, in Cina il 62,27% dei giovani ha bisogno del sostegno finanziario dei loro parenti per pagare la prima rata di acquisto della casa e il 10,67% di questi dipendono totalmente dai genitori. Come accade spesso, anche nella Cina comunista e turbo-capitalista, il tasso di crescita degli stipendi è molto inferiore al balzo verso l’alto del prezzo delle abitazioni. Fortunatamente sta nascendo un mercato degli affitti, ma anche i compagni cinesi sognano la casa di proprietà… e la bolla si gonfia insieme all’urbanizzazione galoppante… Sembra un (brutto) film già visto su altri schermi euro-americani, una replica che evidentemente è funzionale agli alti e bassi di un’economia schizofrenica diventata regola planetaria.

Autore: Umberto Mazzantini

Fonte: Greenreport.it

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=2844

30 novembre 2009

I certificati catastali negli uffici postali

Servizio negli uffici di Sportello Amico

Da oggi è possibile ottenere i certificati catastali direttamente negli uffici postali grazie al nuovo accordo tra Poste Italiane e Agenzia del Territorio nell’ambito del programma «Reti Amiche» . Il servizio è disponibile presso i 5.740 uffici postali dotati di «Sportello Amico» nei quali il cittadino potrà richiedere ed ottenere immediatamente visure catastali, utilizzando il proprio codice fiscale o gli elementi identificativi degli immobili (foglio, particella, subalterno), sia al fine di ottenere informazioni sulla proprietà immobiliare sia per gli adempimenti fiscali.

L’obiettivo è quello di semplificare e rendere sempre più agevole l’accesso alle informazioni della banca dati catastale. Il nuovo servizio viene esteso a tutto il territorio nazionale dopo il successo della sperimentazione negli uffici postali di Roma, Torino e Palermo. Grazie all’intesa, i cittadini potranno richiedere i certificati catastali complessivamente in circa 7000 sportelli distribuiti sull’intero territorio nazionale tra i 5740 di Poste Italiane e i 1100 dell’Agenzia del Territorio. Le visure catastali si richiedono per conoscere i dati anagrafici del soggetto intestatario dell’immobile (terreno o fabbricato), limitatamente alle persone fisiche, gli identificativi catastali degli immobili intestati al soggetto, i dati relativi alla titolarità ed alla relativa quota di diritto, la rendita catastale e l’ubicazione degli immobili per i beni censiti nel catasto dei fabbricati e i redditi dominicale e agrario per gli immobili censiti nel catasto dei terreni. Si richiedono inoltre per adempiere al pagamento delle imposte.

Secondo i dati dell’Agenzia del Territorio, nel 2009 saranno oltre 92 milioni le certificazioni catastali rilasciate dai 1.100 sportelli dell’Agenzia o tramite consultazione online. Ogni anno l’aumento delle richieste di servizio on line da parte dei cittadini è pari al 7%. L’intesa amplia dunque la gamma di servizi già offerti da Poste Italiane nel quadro del programma «Reti Amiche», avviato a novembre del 2008 su iniziativa del Ministero per l’Innovazione nella Pubblica amministrazione: rilascio e rinnovo dei passaporti, del permesso di soggiorno, il pagamento dei contributi previdenziali e dei bollettini di assicurazione contro gli infortuni domestici e, infine, i servizi Inps Card.

Fonte: LaStampa.it

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200911articoli/49900girata.asp

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